Quando il vento rinforza a tal punto da provocare un eccessivo sbandamento della barca ed una perdita di efficienza del timone perchè inclinato, è necessario ridurre la velatura.

Tale riduzione deve essere effettuata in modo equilibrato tra randa e fiocco.

 

 

Per ridurre la superficie della vela di prua è necessario sostituire il  fiocco con uno di dimensioni più piccole a meno che non si disponga del rollafiocco, meccanismo che  permette di arrotolare la vela intorno allo strallo.

Per ridurre la superficie della randa di tipo tradizionale, dotata quindi di terzaroli come quella rappresentata a fianco, si procede come segue:

(prendere una mano o più di terzaroli)

- mantenendo un'andatura di bolina larga,

- si allenta il vang (se non si dispone del tipo rigido) e si mette in forza l'amantiglio;

- si rilascia lentamente la drizza di randa per far scendere la vela fino a portare la brancarella della mano di terzaroli ad agganciarsi al gancio di trozza:

- si rimette in tensione la drizza;

- si mette in tensione la borosa che passa per la brancarella di bugna della mano di terzaroli fino al recupero della vela in eccesso;

- si borda la randa cazzando la scotta, si allenta l'amantiglio e si rimette in forza il vang:

- la velatura in eccesso può essere serrata al boma con i matafioni legati tra di loro con un nodo a liberazione rapida (nodo di matafione).

L'operazione inversa di ripristino della quantità di velatura si effettua sempre in andatura di bolina larga:

(togliere una mano o più di terzaroli)

- si allenta il vang (se non del tipo rigido) e si fa fileggiare la vela rilasciando la scotta;

- si rilascia la borosa e si allentano quelle delle eventuali mani successive;

-si libera la mura di terzarolo allentando la tensione della drizza;

- si alza la vela mettendo in tensione la drizza;

- si borda la randa cazzando la scotta;

- si recupera il vang e si allenta l'amantiglio.