| Bolina stretta: sul bordo dell' angolo morto del vento. Vele piatte cazzate da un lato (dx o sx, nel disegno sx) | |
| Bolina: ci si allontana dal bordo dell'angolo morto. Vele sempre cazzate ma più piene di vento. | |
| Bolina larga e Traverso: ci si allontana ancora di più dal bordo fino ad avere il vento perpendicolare. Vele allascate finche nonchè non rifiutano il vento. | |
| Lasco: superato il traverso, oltre la perpendicolare, il vento comincia ad entrare da dietro. Vele allascate sempre fino al rifiuto. | |
| Granlasco (o giardinetto): l'esatto opposto della Bolina stretta. Ci siamo allontanati tanto dal bordo dell'angolo morto da arrivare all'angolo opposto (ma a differenza dell'angolo morto qui si veleggia perchè il vento gonfia le vele). Vele sempre più allascate e sempre più gonfie di vento dallo stesso lato. | |
| Fil di Ruota (o poppa): esattamente all'opposto della bisettrice dell'angolo morto. Il vento entra da poppa parallelo all'asse longitudinale della barca. Vele spiegate al massimo fino al rifiuto. Oltre questa andatura le vele non potranno più gonfiarsi dallo stesso lato (sx nel disegno) | |
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Mure a dritta, mure a sinistra. Sopravento e sottoventoGuardando verso prua, siamo mure a dritta se il vento entra da destra (zona di sopravento): le vele si aprono a sinistra ( zona di sottovento). Siamo mure a dritta se il vento entra da sinistra (zona di sopravento): le vele si aprono a dritta ( zona di sottovento )
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Mantenendo sempre le stesse mure, fin dalla bolina stretta, allontanarsi dall'angolo morto fino ad arrivare al fil di ruota, si dice puggiare ("allontanarsi dal vento"). La manovra si effettua ovviamente con il timone ma le vele dovranno essere allascate lascando le scotte (per consertire loro di gonfiarsi con un vento che proviene sempre più da poppa). Dal fil di ruota fino alla bolina stretta, avvicinandosi quindi all'angolo morto e sempre mantenendo le stesse mure, si dice orzare ("risalire il vento"). Le vele dovranno essere bordate (o cazzate) cazzando le scotte (per consentire loro di gonfiarsi comunque con un vento che proviene sempre più da prua). Quanto sopra va bene finché non decidiamo di oltrepassare l'angolo morto in prua o di oltrepassare il prolungamento della sua bisettrice in poppa. Vale a dire cambiare mure (cambiare bordo, far gonfiare le vele dall'altro lato). Due sono le manovre per cambiare mure: la virata e l'abbattuta. Virata: dalla bolina stretta, sfruttando l'abbrivio della barca perché le vele non porteranno più fino al nuovo bordo, orzando si entra nell'angolo morto e si oltrepassa la bisettrice (l'esatta direzione di provenienza del vento). Da questo punto, puggiando, il vento gonfierà le vele dal lato opposto a quello di entrata nell'angolo morto (bolina con mure opposte). Nel caso di un armamento sloop (randa e fiocco) la randa viverà da sola (il boma passerà da bolina a bolina) mentre il fiocco dovrà essere passato sul nuovo bordo mollando la sconta sopravento e cazzando quella sottovento. Abbattuta: dal granlasco si continua a puggiare fino al fil di ruota, limite oltre il quale le vele dovranno cambiare bordo. La randa passerà da sola ma passerà violentemente, sarà pertanto necessario, prima di iniziare l'abbattuta, aver cazzato la randa posizionando il boma al centro e immediatamente dopo lascare progressivamente la scotta per far gonfiare la vela dal lato opposto. Successivamente si cambierà bordo anche al fiocco. L'abbattuta, o virata in poppa, è considerata una manovra pericolosa a causa del violento passaggio del boma che se non controllato può colpire l'equipaggio o le sartie con conseguenze facilmente immaginabili. Vale la pena di ribadire che il boma deve essere prima assicurato al centro e poi rilasciato progressivamente. Se la manovra di virata in poppa è chiamata abbattuta, l'abbattuta involontaria si chiamerà strambata. Tuttavia, talune scuole, identificano con il termine strambata la manovra di virata in poppa senza distinguere se essa venga effettuata volontariamente oppure no.
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